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Inondato dalla sua bellezza se ne stava beato sul suo giaciglio a rimirarla: non avrebbe mai creduto di incontrare una persona così bella e leggiadra. Alternava al passo felino attimi di grazia quasi statica dove ogni respiro era un omaggio al sottile profilo che madre natura le aveva donato.

Quale occhio poteva non lacrimare commosso davanti a tanto splendore?

E poi accadde l’improbabile: si avvicinò, passo dopo passo, a Lui, povera vittima di tanto felino sul piede di guerra e, come un topo in trappola, quasi tremava di paura. Voleva parlare, voleva gridare le sue lodi, ma gli rubò tutte le parole dalla bocca e sostituì a tutti i pensieri la sua immagine.

Bella, eterea, splendente come non mai. Una dea. E lui  al suo cospetto.

“Che vuoi che io faccia?” pensò. Quasi a rispondergli lei sorrise.

“Amami” i suoi occhi risposero.

E da quel giorno l’amò.

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