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In tempo per l’appuntamento del lunedì: buona lettura.

Ammetto che questa volta è più difficile e devo rassegnarmi che non sarà affatto facile ritrovare la strada perduta. E’ la terza volta che mi metto in cammino, la terza volta che la tento di raggiungere, ma le gambe invecchiano, il vigore è diminuito. Solo lo spirito rimane saldo e forte, continuando a spingermi in avanti.

Mentre lei è sempre lì, la mia bella El Dorado: non invecchia la città eterna, non diminuisce di splendore né brilla si meno. Ed è il pensiero di questo punto di riferimento che conduce il mio viaggiare, o meglio, il mio vagabondare verso lei. Vagabondare sì, dato che la meta è definita ma il sentiero è ancora tutto da definire.

Non m’importa scoprirmi mille miglia dalla meta: una volta fissata la strada, basta un passo per diminuire la distanza che ormai diventa fissa ed il suo destino è scomparire sotto i miei piedi, a poco a poco.

Mi sono rimesso in viaggio di notte, la luce della Luna porterà consiglio e, forse, una via alternativa, visto i miei scarsi risultati di queste ultime settimane. Ma non dispero: prima o poi ritroverò un indizio, un punto di riferimento per il sentiero perduto. Lo cerco e paziento ancora, tentando di farmi consigliare dalla Luna e dalle stelle e da qualche viandante che, come me, s’è messo in viaggio per chissà dove.

Chissà dove mi stanno portando ora i miei passi. Di sicuro più vicino a te, mia El Dorado.

Tratto da Diario di un Viaggiatore di Johnatan Dante

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