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Capita, a volte, di intraprendere un sentiero impervio ed imprevisto, soprattutto quando non conosci la strada. Ma questo sembra prendermi più energie del necessario. Ogni passo mozza il fiato e fiacca la mia energia tanto che mi sento come sprofondare nel fango ed ogni volta che alzo il ginocchio devo prima districarmi come da un terreno fangoso, invischiato di insicurezze e malcontenti. Ma non mollo, punto l’altro piede e, trascinando l’altro, compio un altro passo.

La meta da raggiungere è troppo bella per rinunciare a camminare, per abbandonare la strada ed è proprio questa promessa che mi spinge a proseguire. Quella di ritrovare la mia El Dorado, di camminare fra le sue vie, di accarezzare le sue mura.

Passo dopo passo mi avvicino sempre più, spero, ed il cuore deve resistere a queste piccole avversità che allungano inevitabilmente la distanza. Sapevo che non sarebbe stato facile rimettermi in cammino, ma siamo appena all’inizio: non posso vacillare ai primi passi.

Pare però così lontana, soprattutto adesso che sto ricercando la via perduta. Ma non m’importa se scopro di essere tanto lontano: una volta trovata la via è questione di tempo e sarò di nuovo da lei.

A presto mia diletta.

Tratto da Diario di un Viaggiatore di Johnatan Dante

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