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Lo conobbi al primo anno dell’università: una persona socievole, scherzosa, del tipo “voglia di studiare saltami” addosso. Forse quello non era il suo ambiente ma lo vedevo contento, là negli ultimi banchi in fondo all’aula, a farsi i fatti propri.

A suo modo attraeva, o ero attratto dalla parte ribelle della sua persona. Un lato divertente, quasi adolescenziale. Un po’ quello che avevo appena finito di essere. Frequentandolo mi sentivo apprezzato, accolto e forse anche un po’ stimato. Condividevamo anche i gusti musicali, cosa rara per le amicizie di quel periodo.

Ma qualcosa andò storto, proprio quando il nostro rapporto si stava rafforzando. La sua personalità voleva prevaricare la mia, esercitarne una sorta di controllo. Un rapporto impari, questo era quello che vedevo. D’istinto mi allontanai e di lui non ne seppi più nulla, fino alla fine dell’estate.

Lo ritrovai l’anno dopo, aveva cambiato corso perché il nostro non lo entusiasmava. Passarono i mesi senza che nessuno dei due cercasse l’altro, quasi a evitarsi. D’altronde non avevamo mantenuto un grosso rapporto. Forse un “ciao” ogni tanto. Poi, senza che me ne accorsi si fidanzò con una persona mia amica, si laureò ed intraprese la sua carriera lavorativa.

Ci risentimmo così dopo tanto: non so se lo contattai io o fu Karl a farlo, ma ci risentimmo grazie proprio all’amicizia in comune. Intanto i miei amori andavano e venivano e, con loro, io andavo e venivo, tenendomi in contatto con il gruppetto di “amici universitari” in cui ero capitato, proprio grazie a Karl, anche dopo che terminammo gli studi universitari.

Poi la felice notizia, le nozze di Karl! Contento per lui, tutti eravamo felici per i futuri sposi.

Poi la crisi: Karl sembrava impazzito, feriva gratuitamente il prossimo e si comportava come un infante troppo viziato. Il quadro che ebbi davanti era lo stesso di quando anni fa mi allontanai da lui. Karl lo notò ed, imperativo, ordinò di tornare nei ranghi: mi avrebbe concesso il perdono e sarei rientrato nelle sue grazie.

Grazie Karl, molto gentile da parte tua, ma non sono il tipo che chiede questo genere di favori.

Lasciai Karl nel suo mondo fatto apposta per lui.

Ciononostante ogni tanto si fa vivo, tramite i miei amici. Non mi fa piacere sentirlo, giacché so che non mi è più amico. O se lo vuole, lo sarà fino a che non tornerà ad essere il vecchio Karl che ho avuto modo di conoscere.

No… decisamente… Karl non era mio amico.

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