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“Eccomi qua,
risorgo dall’oblio, finalmente, per scrollarmi di dosso l’apatia creativa di questi mesi.

Un periodo molto travagliato, in cui la mia vita digitale si è ridotta al minimo, dando spazio agli impegni della vita reale come imbrattare casa, gite all’Ikea, fuse alla mia gatta preferita che da Luglio mi tiene compagnia.

Un periodo che, lavorativamente parlando non mi ha soddisfatto: viaggiavo in riserva, oziavo, temporeggiavo, facendo il minimo indispensabile per raggiungere lo scopo prefissato, ovvero la sopravvivenza.

Forse perchè El Dorado l’ho ormai trovata, forse perchè mi sono perso nei meandri delle sue vie, oziando alle locande e riposandomi nei suoi giardini, divenendo quasi parte integrante del paesaggio e lasciandola morire, dentro di me, a poco a poco.

Ma El Dorado non può morire all’arrivo del viaggiatore, il suo desiderio deve crescere, ampliarsi, riempire l’anima e non assuefarla. Ed il viaggiatore deve darsi da fare: deve arricchirla e non depredarla, deve lasciarvi i suoi più preziosi tesori perchè essi brucino nella fiamma brillante della citta, forgiata da desideri e passioni, gioie e speranze di tutti i viaggiatori che vi l’anno raggiunta.

El Dorado non morirà nel mio cuore.

Vi lascerò il mio diario, il racconto di un viaggiatore che ha dato tutto per trovarla e che si impegnerà a difenderla, sempre e comunque dagli invasori.

Perchè l’amo come la mia vita, l’amo con tutto il cuore.

Tratto da Diario di un Viaggiatore di Johnatan Dante

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