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Immobilismo.

Dovessimo dare un nome a questo periodo storico, dovremmo per forza concordare che questi sono i tempi de l’Immobilismo.

Ogni elemento, ogni evento, ogni emozione è lasciata sospesa fra il dire ed il fare, tra l’esistere e l’essere. Troppe cose sono scappate fuori
dal nostro controllo e troppo cose abbiamo dimenticato, riportando l’essere umano alla condizione di involuzione della specie, dove fine ultimo è la sopravvivenza dell’individuo che trae nutrimento dai meriti passati.

Gli antichi, o forse più semplicemente nostri anziani, ammonivano: Non riposate sui vostri allori. In una spinta di preveggenza vedevano, tramite la saggezza maturata di anno in anno, quello che dettava l’esperienza. Loro, macchine instancabili, abituati ai lavori faticosi imposti dal loro status sociale, vedevano nel meritato riposo un rischio, piuttosto che una benedizione. Fare, fare, costruire, fare di nuovo. Smontare, riparare, rompere, spezzare, rifare e ricostruire. A questo ed al miglioramento delle condizioni di vita dovevano la loro lunga esistenza.

Fare, agire. Inventare, scoprire. Verbi di cui sentiamo la mancanza, di cui ricordiamo vagamente il significato. Lavoro ed onore. Fatica, riposo ed il mattino dopo ancora fatica e lavoro.

Oggi, invece, c’è chi fa per noi il lavoro, seguendo una filosofia riassumibile in una frase che un vecchio amico mi ha detto Lascia fare, che io sono più bravo. E ce ne sono di più “bravi” di noi. Ma lo sono veramente, se ci portano via la fatica, gli sforzi, l’ingegno, la conquista, il premio, il desiderio, il vivere. Ogni cosa ha il sapore di una meta raggiunta senza il viaggio, insapore incolore. Indifferente. Immobile.

Questa presa di coscienza mi paralizza in un limbo dove il bene ed il male passano ora sopra, ora sotto ma mai attraverso. Ignorare il problema è come prenderne coscienza, annullarsi, annichilirsi.

Qualcuno ci disse che siamo il sale della terra. Se diventiamo insapori pure noi, questa perderà i propri colori, in un circolo vizioso di annichilimento.

Io, a tutto questo, dico No. Non voglio e non posso fermarmi. Non voglio morire.

E non morirò.

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