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“Gentile cavaliere,
ho ricevuto il vostro biglietto che avete premurato di inviarmi tramite il nostro amico comune. Devo dire che sono rimasta molto sorpresa nel ritrovarmi in cima ai vostri pensieri e sono molto lusingata delle attenzioni che, nelle ultime settimane, vi siete premurato di darmi. In tal merito vi ringrazio e non posso che rimanere lusingata. Come dite voi, se mi permettete di citare la vostra frase nata fra le vostre righe

il sole splende sulla nostra amicizia

e, concordo con l’espressione bellissima di cui io sono immeritatamente oggetto, ovvero essere

la luce del vostro sorriso

e quindi non posso certo essere altremodo turbata da queste attenzioni. Ma, caro cavaliere, vi devo rimproverare.

Vi ricordo che il rapporto che ci unisce è esclusivamente di natura maestro-allieva che si può avvicinare forse ad una relazione di sincera amicizia e rispetto. Dono del quale, purtroppo, non mi degnate, nonostante le vostre buone maniere.

L’interesse che nutrite verso di me trascende il nostro rapporto di amicizia mentre, da parte mia, sono ben lieta di apprendere lezioni della vostra materia ma per quanto riguarda i miei sentimenti, essi hanno bisogno di crescere e dedicarsi alla persona che meglio gli si avvicina. Non fraintendetemi: siete un uomo pieno di virtù, ma sono anche una giovane donna che deve rendere conto delle sue azioni al suo cuore che rischia di soffrire ed ammalarsi del più piacevole dei sentimenti.

Quindi, frasi del tipo

Vorrei intingere il mio pennello nella tavolozza dei vostri colori

o ancora

Dipingiamo insieme il fiorire del nostro sentimento

devono attendere di essere rivolte alla persona che più le apprezza.

Con questo biglietto, vi ringrazio ancora delle attenzioni che mi avete dedicato ma vi invio un candido addio, giacché sono costretta a sospendere le nostre lezioni.

Vi prego di farmi i vostri più calorosi incoraggiamenti, per la nuova vita che mi aspetta nel Monastero dove sono diretta. Il nostro amico potrà darvi delucidazioni in merito.

Sempre vostra grande ammiratrice

Claudette

Tratto da “Seguendo le orme del maestro” di Johnatan Dante

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