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“Te ne accorgi proprio, quando perdi di vista la meta.
Tutto si offusca, non hai la percezione chiara né di chi sei né di quello che vuoi. Brancoli nel buio, annaspi, senti mille voci sconosciute e non sai a quale dare retta.

Alla fine inciampi.

Il dolore, per quanto minimo è intenso e chiarificatore: realizzi di aver perso la strada, di averla abbandonata per chissà cosa. Come se non bastasse la vena creativa non è più nello zaino, il buonumore è finito e la borraccia di speranza è agli sgoccioli.

L’unica è mettere mano alla mappa, ritrovare la strada per El Dorado, ricominciare a camminare, per quanto lontano tu sia, verso la meta e sperare di riuscire a riempire la borraccia appena possibile.

Zaino in spalla, quindi, annusi l’aria, cerchi i suoi occhi ad indicarti la strada. Tardi ancora ad effettuare il primo passo, l’animo esitante, incerto. Prendi uno degli ultimi gocci di Speranza, lo butti giù. La bibita non disseta, non ritempra come quando l’hai riempita l’ultima volta, ma è sufficiente per smuoverti. Speri che basti fino alla fine del tuo cammino.

Lei ti aspetta, tu non vedi l’ora di rivederla.

Secondo passo. Poi il terzo. La via è presa.

El Dorado, ritorno da te.”

Tratto da Diario di un Viaggiatore di Johnatan Dante

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