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“Colgo al balzo questa domana, fatta sul blog di una amica, dato che la risposta mi sta a cuore.

La felicità? Dipende...

La domanda è semplice, banale e modernissima. Semplice perchè la ricerca della felicità, la mitica El Dorado, è alla base del fuoco della vita instillata dentro di noi. Moderna perchè il binomio denaro-vivere è attuale: pochi riescono ad essere autosufficienti e a vivere senza denaro, dato che abbiamo fondato la nostra civiltà sullo scambio di micro-titoli di valore.

Penso però che questa sia una domanda che debba essere fatta all’incontrario, ovvero “quanti soldi devi avere al mese per non essere infelici?” Ovviamente la domanda, cambiando di forma, non è più la stessa, a rigor di logica la negazione di un’affermazione vera porta al falso, ma la negazione del falso non porta necessariamente al vero, ma sono convinto che calzi perfettamente con gli intenti dell’autore dell’articolo, ovvero dare un peso alla felicità, cercando di darne un’altro al suo concetto duale ed opposto, ricavando così il metro per la misura iniziale.

Quindi, non parliamo più di “felicità” ma di “non-infelicità”. Sappiamo tutti, o quasi, che non avere reddito a sufficienza è causa di tensioni familiari, mala salute e mal nutrizione, nonchè di tutta una serie di desideri insoddisfatti che portano alla frustrazione dell’individuo.

Con queste premesse possiamo dire che sì, l’articolo aveva ragione, possiamo dare un peso alla non-infelicità: con 3500€ una famiglia di 4 persone vive in maniera dignitosa e (forse) felice, sopra la soglia della povertà, e quindi dell’infelicità. Ma dire che con più di questa somma possiamo essere felici… beh… sta voi a dirlo…”

Tratto da Diario di un Viaggiatore di Johnatan Dante

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