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Lo faccio spesso, guardo ogni tanto la strada percorsa, le fatiche incontrate, gli insuccessi e le vittorie.

Guardo all’indietro con un sorriso negli occhi, sono sempre stato orgoglioso di ciò che ho fatto… sempre, sia nel bene che nel male, giacché sono Io e le mie esperienze, le mie scelte caratterizzano la mia persona. Vorrei sempre mostrarmi così, per quel che sono, senza filtro… e lo voglio urlare a chi mi sta vicino e a chi mi crede buono, bravo, perfetto. Beh… cari miei, tanto buono e bravo non lo sono, né tanto meno perfetto. Mi considerò un “Buon Essere Umano”, quello sì, ma perfetto no di certo. Anche perché di cazzate ne ho combinate tante, ho pianto poche volte e fatto piangere tante persone a causa del mio egoismo, della mia persona, dei miei comportamenti, dei miei desideri.

E quindi così… aperto fino in fondo… non avendo detto niente ancora di me stesso, se non l’ovvio… con il cuore in mano e l’occhio arguto sulla mia vita, su quello che è stato. Guardo alle volte in cui sono finite le storie d’Amore mie importanti, ne guardo l’inizio… sorrido. Gli inizi sono sempre belli, meravigliosi, li si guarda sempre con benevolenza. Guardo anche dentro il mio cuore, a svelare le motivazioni di questi inizi… il bisogno di attenzioni, il bisogno di affetto, il bisogno di poter appoggiarmi a qualcuno in caso di bisogno, il desiderio di avere un’amica, una compagna di vita che mi stia accanto, né davanti né dietro di me… semplicemente accanto. E collego i fili con i relativi collassi delle relazioni: l’incomunicabilità, la rottura del desiderio, dell’equilibrio precario su cui si sosteneva la relazione, la fine della voglia dell’altro. Ho i fili tirati, li faccio suonare… alcuni sono molli, indice di una relazione lasciata andare, alcuni sono tesi, relazioni combattute coi denti, altri sono… perfetti? No… non ne vedo ancora…

Ma ora cosa vedo? Vedo un diario, un accozzaglia di pensieri messi in rete a Vostra disposizione, a testimonianza delle mie avventure. Passioni, opere, omissis… tutto lì dentro… Due anni della mia vita riassunti in Johndscripts. Vedo le mie Orme, per lungo tempo lasciate a se stesse… vedo le vostre di Orme, alcune che mi danzano accanto, altre che mi Attraversano… altre ancora che mi salgono in braccio. Direi che questa è un’ottima cosa. Direi che questa è la parte di me che preferisco… quella che si Apre, che si Espone al Giudizio e che, per questo credo, venga apprezzata.

Quindi… ancora per una volta, guardo indietro e vedo tante cose belle che mi accompagneranno anche nel mio sguardo in avanti. Di questo ringrazio Voi, ringrazio Me, ringrazio Dio…

Ancora più fiero di come sono cresciuto, ancora più felice di come sarò… ancora più grato di come sono stato…

Ora chiudo il post… giuro!!

A presto, al prossimo Sguardo all’indietro!

Tratto da “Diario di un viaggiatore” di Johnatan Dante

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