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22€ e la città in mano.
Interessante il kit 2 giorni da turista: una cartina della città, un libretto multilingue con le informazioni generali per le principali attrazioni della città, indicazioni turistiche, infopoint a portata di mano, un biglietto valido per il trasporto urbano, sia autobus che tram e pure qualche linea ferroviaria metropolitana, un sacco di biglietti omaggio per i musei e le varie chieste e… dulcis in fundo… tanti, ma tanti, ma tantissimi coupon sconto per le varie attrazioni: Madame Tussaud, il Museo delle Torture e così via…
Non ce la farò mai a visitarli tutti in due giorni! pensiero immediato. Contando poi che doveva arrivare al suo ostello, sistemare le sue cose, cercare un alloggio più serio, non gli rimaneva tutto questo tempo. La camera, in comune con altre due persone, a quanto gli avevano detto, era prenotata per 5 giorni, di più non gli conveniva, dato che pur essendo una sistemazione economica, era meglio se trovava un’alloggio più economico, come una stanza in un appartamento condiviso con altra gente. Quindi, in marcia, ecco l’autobus, linea 34, una delle tante che costeggia il bacino d’acqua interno.

Il viaggio, per quanto breve, lo incuriosì molto: l’aveva vista dall’aereo in fase di atterraggio, ma non era abituato a tutta quell’acqua, quei canali, le chiatte. In Italia aveva visto più volte Venezia, ma Amsterdam era costruita in un’altro modo. A Venezia ci si muoveva in barca o a piedi; qua invece era tutto magicamente fuso con autobus, traffico cittadino ed il trasporto su rotaia, con tram e treni. Amsterdam, la Venezia del Nord… come città si somigliavano: erano simili per certi versi ma totalmente diversa per molti altri.

Però lo divertivano molto tutte quelle imbarcazioni, tante di loro trasformate in case galleggianti. Chissà com’era viverci dentro… Se l’era chiesto più volte com’era vivere dentro una barca… Lui, nato e vissuto in campagna, sulla terraferma, avrebbe voluto andare a vivere in una barca. Certo… il riscaldamento sarebbe stato un problema, per non parlare dell’umidità costante. Ma… lasciarsi cullare nel sonno dall’acqua… E la manutenzione della chiglia? Un buco ed era finita! Ma… volevi cambiare indirizzo? Nessun problema: prendi, levi gli ormeggi e attracchi dall’altra parte della città. Sì.. certo… previo regia concessione (c’erano ancora i monarchi in Olanda) e permessi vari… E chissà se Lily abitava pure lei su di una barca… Lily… quel nome conosciuto qualche ora fa e che invocava sottovoce nella speranza di incrociarla per strada. Chissà dov’era andata, l’aveva persa subito di vista…

Distratto da questi pensieri stava per perdere la fermata, rischiando di farsi qualche altro centinaio di metri in più a piedi. Scese dunque e raggiunse l’ostello. L’insegna Baronie era inequivocabile, anche se non avrebbe mai scommesso che in quell’edificio fosse ci fosse quel tipo di alloggio. Entrò, alla reception un ragazzo poco più vecchio di lui.
“Hallo, may I help you?”
“Hello, this is John. I’ve reserved an accomodation few days ago…”
“Oh… Giovanni! You must be the Italian guy! Nice to meet you! Buonciorno! Cama stai?”
“Molto bene, grazie il viaggio è stato un po’ lungo da casa e…”
Sguardo interrogativo del receptionist… evidentemente ha sfoggiato le cinque parole di italiano che conosceva per fare bella figura. Non poteva di certo pretendere di parlare italiano ad Amsterdam! La parlavano l’olandese, come lingua ufficiale, e l’inglese come seconda lingua. Quindi, meglio tenersi sulla lingua standard
“Sorry… traveled for a couple of hours… Little bit tired…”
“Don’t worry… Sooo.. room 334, third floor, fourth room on the right”
“Thanks…”
“Here’s the key, you’ve paid the accomodation for 5 days, for any extras just ask me, ok?”
“OK, thank you”

Salì in piano, girò la chiave, entrò in stanza. Tre letti, uno per lui, gli altri destinati a ospiti futuri dell’ostello. Poteva estendersi su tutta la superficie disponibile, dato che la camera era totalmente libera e tutta per lui…. un senso di libertà non da poco. Depose comunque le sue cose in ordine, nel suo armadietto, lo zaino sotto il letto, portafoglio e clarinetto nello zainetto ed era pronto per uscire di nuovo, ad aggredire la città. Guardò però il letto, era invitante, guardò l’ora… era pomeriggio inoltrato… era stanco, aveva fame ma, più di tutto, puzzava! Decisione presa: si spogliò, prese il necessario per la doccia e si precipitò al bagno comune del piano, ovviamente in fondo al corridoio. Per strada incontrò ragazzi e ragazze un po’ come lui, alcuni mezzi nudi di ritorno dalle docce, altri che confabulavano sulla porta della stanza oppure seduti in corridoio con sigarette(?) fatte a mano ma non accese (non si poteva fumare dentro l’ostello). Un ambiente da dormitorio da college americano, come nei film… molto vacanziero… Si sarebbe divertito là dentro per un po’.

Le docce erano uno splendore per essere quelle di un bagno comune di un semplice ostello: quattro, pulite, disponibili, pronte all’uso. Ed ogni tanto ti sarebbe capitato pure di vedere qualche ragazza carina… forse… se si fidava a far la doccia con altri… Beh… insomma, l’idea non era male e poteva trastullarsi ancora con quel pensiero. Sotto il getto dell’acqua calda la mente viaggiava sulle ultime cose viste dall’altra parte della strada prima di entrare nell’ostello: una curiosa costruzione di qualche colore improbabili: di sicuro era il NEMO, il museo della scienza di Amsterdam. E nelle immediate vicinanze un… veliero?? Curioso! Li avrebbe visitati al più presto tutti e due. Aveva notato che nei coupon a sua disposizione c’erano anche quelle due attrazioni; aveva poi visto un manifesto che indicava aperture serali… doveva approfittarne dopo la doccia! Quindi presto: fuori dalla doccia, cambiarsi e via per strada a scoprire la città.

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