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Due binari che corrono insieme
Le note scorrevano ora lente, ora veloci, ora lente di nuovo, in una melodia adattata al duetto chitarra-clarinetto rispetto alla versione originale. Era difficile coniugare il canto allegro e continuo dello strumento a fiato con lo strimpellio ritmico della chitarra, qualche contro-ritmo improvviso si scontrava con il respiro do John che doveva sudare non poco per indovinare la melodia da eseguire. Difficile impresa, non avevano mai suonato insieme, ovviamente, ma comunque il risultato finale era soddisfacente. La borsa della chitarra iniziava a riempirsi di qualche spicciolo, cosa molto gradita tra l’altro, segno anche che la loro musica piaceva. Senza interrompere il flusso di note, passarono da un pezzo all’altro senza sosta. Sembrava una sfida a chi dei due smettesse per primo. Lo schema era semplice: un’alternarsi da strumento protagonista ad accompagnatore, dove uno reggeva il tema principale e l’altro lo assecondava, scambiandosi di quando in quando i ruoli nella penultima battuta, quello era il segnale. Partirono con “Lily of the Valley” dove John doveva accompagnare Lily, per poi invertirsi le parti nel brano seguente, uno tra i preferiti di John, “Hey Jude” dei Beatles: non era il massimo per attaccarsi con i Queen, ma l’arrangiamento fu comunque soddisfacente. Toccò poi a Lily condurre il gioco, con un deciso salto in avanti nel tempo: “Last Kiss” dei Pearl Jam. Per la seconda volta John dovette fare il diavolo a quattro: in conservatorio non gli avevano insegnato queste cose e dovette improvvisare, dando sfogo a tutta la sua fantasia: non conosceva la melodia e quindi cercava di anticipare le note il meglio che poteva, per poterle elaborare e sputare fuori un accompagnamento decente.

Andarono avanti per un’oretta buona, fino a che il bottino della giornata non si riempì di una ventina di euro, non era una fortuna ma per un’ora di musica erano più che adeguati. “Wow! Direi una buona giornata…” Lily guardava orgogliosa le “donazioni” volontarie dei passanti “Sì, davvero… a proposito, complimenti! Suoni veramente bene.” il primo complimento della giornata, cercava di riguadagnare punti nei suoi confronti. In realtà quei punti li aveva appieno recuperati: il sorriso di Lily si aprì sotto quel viavai di nuvole misto a raggi di sole “Ma dai, non dire così: riesco a mettere quattro note in croce. Tu, piuttosto, sembri abbastanza pratico con quello” il clarinetto arrossì vistosamente, quasi emettesse aria di propria volontà “Anni e anni di conservatorio sono serviti a qualcosa.” Piccola pausa, per non mostrare imbarazzo ai complimenti, poi riprese “A dire il vero, non mi era mai capitato di suonare in questo modo: un conto è avere lo sparito davanti, un altro è inventarsi le note di canzoni che hai sentito poco o per nulla” Il sopracciglio sinistro di Lily assunse una posa interrogativa “Come? Ma dai, vuoi dire che non hai mai ascoltato i Pearl Jam o i Queen, o qualcosa dei Led Zeppelin?” John sorrise “Devo ammettere che sono piuttosto diverse dai pezzi di Brahms o Saint-Saens che ti insegnano in conservatorio.” Lei ribatté “Ma il clarinetto non si usa nel Jazz?” Sorriso di John “Sì, certo… non è prettamente accademico. Ho studiato qualcosa di Goodman gli ultimi due mesi, prima dell’esame… però è un mondo tutto da scoprire” Lily scosse la testa “Ma cosa insegnano a scuola al giorno d’oggi?” sospiro e poi riprese “Beh… è stato bello suonare con te: quando ci ritroviamo in giro, daremo una ripassata . Amsterdam sembra immensa rispetto a Milano o Bologna, ma scoprirai quanto è piccola” Un sorriso amaro di John: era l’ora di separarsi “Con piacere: passi spesso per di qua? Io sono arrivato appena oggi” Lily stava ricomponendo le sue cose, anche perché iniziava a gocciare “Dove mi portano i suoi, il colore, i profumi. Non sono abitué di nessun posto in particolare”
John: “Bene…” cioè male, già gli mancava quel sorriso “Spero di beccarti in giro. Intanto devo trovare l’ostello Die Baronie”
Lily: “Quello? ma è uno fra i più cari”
John: “Beh.. ho trovato quello, non ho cercato tantissimo”
Lily: “Ragazzo mio, sveglia! Amsterdam è una città stupenda, ma ti prende tutto quello che hai in tasca se non stai attento”
John: “Però è vicinissimo al Nemo”
Lily: “Capirai…”
John: “Per qualche giorno va bene così, tempo che trovo un lavoretto e una sistemazione più decente”
Lily: “In bocca al lupo allora, se ti serve aiuto e se riesco ad aiutare, lo faccio volentieri”
John: “Grazie… intanto… sai dirmi dove si prende la 22 o la 32… e magari dove posso fare i biglietti per…”
Lily si mise le mani fra i capelli, una folta chioma, ben pettinata di capelli corvini che le arrivavano sulle spalle. Raccolse tutta la pazienza di cui era provvista ed iniziò la predica: “Bambino mio, you’re a crazy man! Ma come fai a non portarti dietro neanche una cartina o something else? You have to get a fucking map!!!” pausa… “Oh.. sorry… scusa… inglesismi… non riesco ad arrabbiarmi più in italiano… con ‘sti olandesi che ti fanno diventare matta ogni santo giorno.”
John era da un lato imbarazzato ma anche divertito: non capitava spesso di sentirle da una ragazza carina… di quanti anni? Poteva avere la sua età… no.. sicuramente era molto più giovane… era fresca come una rosa… “Ok… allora, ricominciamo… Ciao, sono John e ho un disperato bisogno di qualche dritta per sopravvivere”
Lily: “Mi stai simpatico… ti aiuterò… Quanti soldi hai in tasca?”
John: “Ma come? Prima mi fai la ramanzina e poi vuoi pure soldi?”
Lily: “Idiota malfidato di un Italian-guy! Apri le orecchie e ascolta: Vai all’infopoint della stazione, ti fai I-Amsterdam city card: 20€, due giorni di giri illimitati con bus e metro, ingressi ai musei e sconti per negozi e altre attrazioni. Due giorni ti bastano per ambientarti e capire come funziona la città”
John: “Ok… due giorni da turista… ricevuto”
Lily: “…e buona fortuna! Nice to meet you, John… See you around!”
John: “Ciao…”

Andata… un vero e proprio giglio, sparì dietro l’angolo. Cercò di inseguirla per qualche centinaio di metri ma si ritrovò davanti solo a Coffee Shop e… Benvenuti al Red Light District?!?!? Era arrivato nel paradiso del sesso. Non poteva crederci che quel fiore era sparito nell’impero della carne… Bah, andiamo a farci questa carta da turista quindi rimboccò le spallette dello zaino e si diresse verso la stazione dei treni, da dove era arrivato e dove aveva avvistato inizialmente l’infopoint.

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