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Anche se ho il pennello in mano,
i colori pronti, e la tela stesa
non riesco che a guardare i tuoi occhi
perso in quell’innocenza che mi trascina
in quei laghetti verdi ed immacolati
delle tue iridi striate ed irregolari.

Un senso di pudore mi fa chinare lo sguardo
ma incontro le tue labbra rosse e sottili
sciolte in un sorriso di rossetto naturale
appena accennato che stordisce ancora di più
l’occhio avventato che ha ben pensato di
guardare e non semplicemente vedere.

Forse un giro d’aria, forse una tua movenza
e cade la ciocca di capelli sopra la tua guancia
tracciando una curva perfetta che asseconda
la linea del tuo viso: un vero piacere perdersi
a seguire il lento ciondolare dei singoli capelli
che non stanno al loro posto, sfiorandoti il mento.

I miei occhi non hanno più tregua, stringo il pennello
per non cadere, ma è illusione, è solo desiderio,
è voglia di assaporare quel candore ogni momento,
ogni respiro che mi è concesso lo spendo volentieri
a deliziarmi della luce abbagliante per dipingere un giorno
con colori vivi il tuo ritratto sulla tela del mio cuore…

Tuo, forse poeta, Johnatan

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