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Un po’ annoiandomi sulla tastiera
m’è tornata la voglia di scrive a te
che occupi sovente i miei pensieri.

Dimmi, come occupi le giornate?
Scherzi ancora con i raggi del primo sole?
La fatica dell’alzarsi dal letto è svanita?
Oppure, tiranna, appesantisce le coperte?

Raccontami ancora dei tuoi pomeriggi…
passano più veloci, nevvero? E le bestiole,
ti accompagnano in interminabili passeggiate?

Sembra però che non ti stia raccontando nulla
solo domande, domande, domande… Quindi bene:
ti racconterò del Sole che splende tiepido,
ti parlerò della pioggia che m’è rovinata addosso
ieri l’altro, un po’ fredda ma meno malinconica
della sua cugina dell’autunno passato.

Ti racconterò ancora del Mare, dei Boschi,
delle viuzze della mia Città, delle focacce pasquali
appena sfornate, del profumo del pane, del primo vino

Ma non vorrei anticiparti troppo, sennò non
passerai mai a trovarmi, giacché non avresti la
sorpresa di gustare belle cose nuove,
colpa questa linguaccia…

Ora ti saluto, m’è passata la Noia…
Spero però torni presto perché ho tanta voglia
di pensare ancora a te, quindi Noia, non tardare:
“A domani” e a te, mio bel pensiero, “A prestissimo”!

Tuo Johnatan

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