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Mentre discorrevano ecco lo charme della direttrice diventare sempre più imponente. Lo permeava tutto. Sotto il suo influsso avrebbe fatto qualsiasi cosa ed al suo comando avrebbe attraversato un mare di carboni ardenti o scalato le più alte vette a mani nude. Ma fortunatamente nulla di tutto ciò gli fu chiesto. Vedi, questo è il nostro progetto… e gli espose il loro ultimo lavoro, tema fra l’altro della convention. Lui annuiva e si strabiliava di quanto potessero essere così geniale e brillante le tecnologie “verdi”. Però senza un’adeguata presentation e comunicazione del prodotto, tutto può rimanere tutto in una bolla di sapone. L’importante che il messaggio del prodotto sia recepito dalle persone, soprattutto quelle più disinteressate… E che piaccia al nostro cliente, questo è naturale. Mai concetto fu espresso meglio. Lo colse come una doccia gelata. Sarebbe stato la punta di diamante del progetto? Fammi vedere qualche tuo lavoro, vediamo se riusciamo a ttrovare qualcosa di interessante su cui lavorare. E lui tirò fuori il portatile dalla custodia.

Ora toccava a lui esporre al meglio il suo lavoro. Tutto sommato ne aveva fatti di lavoretti, ma solo pochi erano veramente presentabili. Tirò fuori una illustrazione di un alce che aveva fatto tempo fa. Simpatico, nulla da dire, ma non l’avrebbe scelta per metterla in mostra. Con sorpresa destò uno spiccato interesse che lo lasciò tanto divertito quanto compiaciuto. Non si soffermarono tanto e continuarono la slideshow. Alla fine della carellata estrassero due lavori, tra cui l’alce. Curioso: non aveva nulla di particolare ma eventualmente piaceva molto. Mi piace lo stile ed il soggetto: come ti è venuta in mente l’idea di fare un alce? In effetti, per design filo-svedese era l’elemento giusto. Potresti adattare il soggetto dell’alce al concetto dell’altra tua illustrazione. Era il loro punto di partenza. Ok, vada per l’alce. Fece ancora un giro per gli uffici, conoscendo gli altri ragazzi, tutti giovanissimi tra l’altro. Si sarebbe trovato bene in quell’ambiente e, se avesse dovuto lavorare da casa, no problem: massima flessibilità di orario. L’unico must era il meeting veloce della mattina e quello generale all’inizio della settimana, più impegnativo, dove si sarebbero intrattenuti anche per qualche decina di minuti. Ah… questa è la tua tutor, nonchè compagna di lavoro. Ti seguirà lei. Si presentarono. Lei non era tanto alta ed era molto carina. Capelli lunghi, occhi profondi. L’occhiale tradiva quell’aria da topo di bibblioteca, rivelando una vitalità tutta da scoprire. Era una programmatrice con cui doveva concordare tutti i dettagli tecnici per la grafica da utilizzare nelle brochure, nel sito e via dicendo. Sulle prime si trovava in difficoltà a concepire una donna che traffica col computer… però chi era lui per dire cosa era normale e cosa no. Piacere. L’unica cosa che riuscì a dire. Abbiamo molto lavoro da fare, Cominciamo? Si sedettero ed incominciò ufficialmente la giornata lavorativa.

E tutto questo aggratis? Che mondo ragazzi… Però era così eccitante!

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